GRUPPI SANGUIGNI
I soggetti appartenenti alla specie umana sono classificabili in gruppi in base a caratteristiche presenti nel sangue e che sono condizionate dalla presenza sui cromosomi dei geni corrispondenti.
Tale caratteristiche sono quindi ereditarie: essi sono riscontrabili nelle emazia , nei globuli bianchi, nel siero di sangue, alcune anche nei liquidi organici e nelle cellule dei tessuti.
Il termine gruppo sanguigno per convenzione è riservato agli antigeni identificabili sulla superficie delle emazia mediante l’uso di sieri specifici.
I sistemi finora identificati sono molto numerosi e la sistemazione dei nuovi antigeni scoperti può essere fatta dopo aver dimostrato che il nuovo fattore è indipendente da quelli già noti.
Vi sono poi gli antigeni, così frequenti da essere chiamati “pubblici” ed altri presenti solo in gruppi familiari indicati come “privati”.
I sistemi ematici sono detti polimorfici; sono indicati invece come “non polimorfici” i sistemi nei quali l’allele più raro ha una frequenza inferiore allo 0,01%.
Per sostanza ematica gruppo specifica si intende una qualsiasi macromolecola presente nei globuli rossi che contiene come parte della struttura un antigene specifico riconoscibile con un anticorpo naturale o immune.
I due fattori alleli presenti in coppia in ogni soggetto sono di eredità l’uno paterna e l’altro materna, se sono uguali tra loro, il soggetto viene classificato come omozigote; se diversi il soggetto è eterozigote per quel determinato carattere.
Va ricordato, però, che gli antigeni presenti sulle emazia non costituiscono necessariamente l’effetto immediato e diretto dei rispettivi geni, in quanto le modalità con le quali un gene si esprime come fattore gruppo ematico, possono essere complesse e coinvolgenti altri geni.
|