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DIAGNOSI GENERICA E DI SPECIE

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DIAGNOSI GENERICA / IN COSA CONSISTE


Prima di procedere agli esami che consentono di accertare la natura del materiale in esame, vengono eseguite prove preliminari di screening che consentono, dunque di indirizzare le ricerche in modo mirato.

Le prove che consentono di stabilire con criteri di certezza la natura biologica o meno del materiale in esame possono dividersi in morfologiche, cristallografiche, cromatografiche e spettroscopiche.

Le prove morfologiche (esame microscopico), si basano sul riconoscimento degli elementi corpuscolari del sangue o nemaspermi nel caso di sperma, o cellule epiteliali nel caso di altro materiale biologico (fluido vaginale, fluido uretrale, urina, saliva, ecc...), ciò è possibile quando il materiale in esame è fresco;
il più delle volte invece, il materiale in esame non è fresco, e naturalmente le indagini presentano maggiori difficoltà.
Va quindi precisato che un risultato positivo della prova ha naturalmente valore di assoluta certezza;
il risultato negativo, invece non permette di escludere la presenza di sangue, di sperma o altro materiale biologico sul materiale in esame in quanto fattori ambientali di vario genere possono aver alterato in modo tale le caratteristiche morfologiche degli elementi corpuscolari da non consentirne il riconoscimento.

Le tracce sulle quali può essere condotta la ricerca possono essere costituite da macchie da imbibizione o da macchie da incrostazione.

Nel caso in cui si tratti di macchie da imbibizione il substrato è costituito per lo più da stoffe di vario genere (cotone, lana, seta, lino, canapa, ecc.); vengono utilizzati metodi colorativi seguiti da osservazione microscopica.

E’ evidente che soltanto una identificazione precisa degli elementi corpuscolari ricercati consentirà di considerare la diagnosi generica certa in caso contrario la diagnosi generica potrà essere soltanto sospetta.
Si tratta di tecniche analitiche utilissime ai fini di selezionare le macchie sospette.
Quando il materiale in esame è rappresentato da macchie incrostate su superfici non assorbenti si eseguono metodi di trasporto rapido con albumina glicerinata o trasporto lento con celloidina: queste sostanze applicate sulle incrostazioni da esaminare vanno a formare per essiccamento una pellicola che una volta staccata dal substrato asporta con sé particelle della macchia in esame.
La pellicola opportunamente trattata e colorata viene sottoposta ad osservazione microscopica.


DIAGNOSI DI SPECIE / IN COSA CONSISTE


Una volta stabilita la natura biologica del materiale repertato è indispensabile stabilire a quale specie appartenga.
A tal proposito possono essere usati metodi morfologici o metodi immunologici.

METODI MORFOLOGICI


Consistono nell’identificare, nel materiale biologico in esame, quegli elementi caratteristici che consentono di differenziare le varie specie tra loro.
Ad esempio, se il materiale in esame è ematico, una prima differenza può essere fatta tra eritrociti dei mammiferi, nucleati, e quelli dei vertebrati, enucleati.

METODI IMMUNOCHIMICI


Tali ricerche danno risultati di assoluta certezza perciò largamente utilizzati in campi medico – legale.
Esse possono essere eseguite in vario modi:
- reazione di immunoprecipitazione in mezzo liquido o in agar;
- la immunoelettroforesi, nella quale la reazione antigene anticorpo è a lettura diretta;
- la reazione di deviazione del complemento;
-metodo di inibizione delle antiglobiline umane.